Qual è il pellet di qualità migliore?

 

Attualmente il pellet è il combustibile più ecologico, naturale, pulito ed economico a disposizione sul mercato.

Questa affermazione è sempre vera? La nostra risposta è: dipende.

Abbiamo più volte avuto modo di parlare della natura ecologica del pellet, in quanto combustibile ricavato da materiali di scarto derivanti dalla lavorazione del legno o provenienti da specifici piani di gestione forestale. Il materiale di scarto permette di risparmiare un numero molto elevato di alberi, per non parlare dell’assenza di additivi e sostanze chimiche, che lo rendono meno inquinante rispetto ai combustibili fossili come il GPL, il metano e il petrolio. Se paragonato a quest’ultimi è anche più economico, con un risparmio annuo stimato dai 300€ ai 1000€.

Ma ahimè, il pellet non è tutto uguale. Proprietà e caratteristiche variano in base a fattori come il tipo di legno usato, la provenienza dello stesso, l’omogeneità qualitativa e dimensionale e l’accuratezza del processo di produzione. Un pellet di bassa qualità sarà forse più economico, ma avrà anche meno potere calorifico, maggior consumo in termini quantitativi e produrrà più cenere, causando talvolta blocchi alla caldaia e alla stufa.

Il modo migliore per capire il pellet di maggior qualità? La sua certificazione, che controlla tutti questi aspetti per te.

 

Non c’è miglior pellet di quello… certificato!

 

Le certificazioni del pellet sono numerose e differenti in base al Paese di provenienza, ma tutte rispondono a un’unica esigenza: garantire che il processo di lavorazione avvenga nel rispetto degli standard qualitativi in base alla norma di legge. In questo senso le aziende sono sottoposte a controlli regolari da parte di laboratori specializzati e solo se idonee, riescono ad ottenere la certificazione.

In Italia, sebbene sia obbligatorio che ogni prodotto presenti il nome del suo produttore e la descrizione dei materiali di cui è composto, la certificazione del pellet non è obbligatoria. Per garantire uno standard qualitativo e aiutare i consumatori nella scelta è nata allora nel 2011 la certificazione internazionale ENplus, grazie a un accordo nato dall’EPC (European Pellet Council), diffusasi poi nei vari paesi europei. Basata sulla norma EN 14961-2, ha il fondamentale vantaggio di perseguire gli standard qualitativi su tutta la filiera del pellet, dalla provenienza del legno e la produzione del pellet, passando per lo stoccaggio e il trasporto, fino ad arrivare alla distribuzione finale.

 

Pellet certificato ENplus – Un Marchio di Qualità

 

La certificazione ENplus suddivide il pellet in tre differenti categorie qualitative:

  1. ENplus – A1: pellet di alta qualità (residuo ceneri inferiore allo 0,07%)
  2. ENplus – A2: pellet di qualità media (residuo ceneri inferiore all’1,5%)
  3. EN – B: pellet di bassa qualità, idoneo all’utilizzo esclusivamente industriale

 

Riconoscere la certificazione è molto semplice perché ogni sacco di pellet ENplus riporta il Marchio di Qualità, costituito dal Marchio di Certificazione e dall’indicazione di una delle classi di qualità qui sopra elencate. Ma attenzione: se assieme al Marchio di Certificazione non è riportato il codice identificativo il pellet non è ENplus. Tale codice identifica in maniera univoca l’azienda certificata ed è formata dalla sigla del Paese di provenienza e dal numero progressivo di certificazione che distingue produttori da distributori: da 001 a 299 per le aziende che producono pellet certificato Enplus e da 300 a 999 per le aziende che lo distribuiscono.

La certificazione ENplus è gestita dalle varie associazioni nazionali che fanno parte dell’EPC e per l’Italia è l’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) l’associazione che si occupa di riunire le imprese produttrici e distributrici certificate ENplus e che si impegna a contrastare con forza gli usi fraudolenti del marchio.

Non è finita qui. Sul sacco di pellet certificato devono essere obbligatoriamente riportate, nella lingua del paese in cui verrà venduto, le informazioni tecniche necessarie a qualificarlo. Parliamo di:

  • dicitura “pellet di legno”
  • il nome e l’indirizzo dell’azienda certificata
  • la classe di qualità
  • il diametro dei cilindretti (6 o 8 mm)
  • la nota “Conservare in un luogo asciutto”
  • la nota “Utilizzare unicamente in sistemi di combustione idonei e certificati, seguendo le istruzioni del costruttore e quanto previsto dalla normativa nazionale”
  • il peso netto in Kg

Ancora incerto su quale sia il miglior pellet sul mercato?