Pellet di paglia: cos’è

 

La paglia è un prodotto residuo essiccato, risultato della mietitura e della battitura del grano, del granturco, del riso, dell’orzo e di altri cereali. Solo l’Europa ne produce circa 23 milioni di tonnellate l’anno. Il suo utilizzo trova largo impiego in diversi settori, in particolare quello dell’industria animale, come mangime e materiale da lettiera.

 

La sua grande disponibilità in termini quantitativi e il suo ruolo secondario nella raccolta cerealicola rendono la paglia una risorsa dalle grandi potenzialità.

 

Negli ultimi anni è diventata anche una fonte di energia rinnovabile per il riscaldamento domestico. Esattamente come il pellet di sansa, quello di girasole e di mais, il pellet di paglia rientra nelle logiche dell’economia circolare, essendo un biocombustibile realizzato dagli scarti lavorati. Anche in Italia si comincia ad adottare il pellet di paglia, che presenta importanti vantaggi in termini di:

 

  • Prezzo
  • Combustione
  • Ecosostenibilità

 

Ma questo basta a eleggere il pellet di paglia a reale alternativa del pellet tradizionale?

 

Pellet di paglia: vantaggi

 

Uno dei vantaggi più evidenti del pellet di paglia è il prezzo. Una tonnellata costa circa 150€, ben 100€ di meno rispetto al pellet tradizionale. Una resa, dunque, di circa 3 centesimi per kWh. 

 

Inoltre il pellet di paglia ha un alto rendimento, con un potere calorifico di circa 4.25 kWh/kg (per fare un confronto, il pellet di legno industriale ha un potere calorifico di circa 4.6 kWh/kg) e una percentuale di umidità media inferiore al 10%. È insomma un combustibile che brucia facilmente e riscalda ottimamente. 

 

Altro vantaggio è la sua ecosostenibilità: essendo un derivato della raccolta cerealicola, le emissioni di CO2 durante il processo di combustione sono quasi pari a zero.

 

Pellet di paglia: svantaggi

 

Gli svantaggi del pellet sono anch’essi principalmente tre:

 

  1. Il processo di pellettizzazione
  2. Le operazioni di logistica per il suo trasporto
  3. L’eccessiva quantità di residui nel processo di combustione

 

Il processo di pellettizzazione è più complesso e articolato rispetto a materiali più compatti. Implica prima di tutto la separazione della paglia da altri materiali, come insetti, residui legnosi, sassolini. Successivamente il prodotto viene macinato per renderlo più compatto. La percentuale di umidità inferiore al 10% richiede un processo di essiccatura, a cui segue la pellettizzazione vera a propria per conferirgli dimensione e consistenza. Infine, il pellet viene raffreddato, per dargli modo di immagazzinare tutte le proprietà ed eliminare le contaminazioni. Tutto questo processo crea un inquinamento atmosferico che già di per sé annullerebbe i vantaggi legati alla combustione “pulita” del pellet.

 

Le operazioni logistiche di trasporto sono un altro tasto dolente. La paglia, per sua natura, ha un volume elevato per un peso molto basso. Questo significa che con tre camion di paglia si ottiene circa un camion di pellet. Un problema non da poco.

 

L’ultimo elemento a sfavore del pellet di paglia riguarda il processo di combustione: mentre nel pellet tradizionale il processo di fusione delle ceneri avviene intorno ai 1200°, nel pellet di paglia questo avviene a 900°. Il risultato è una quantità di scorie eccessiva per la maggior parte degli impianti (anche quelli più moderni). E non finisce qui. La paglia contiene potassio e cloro, che sono altamente corrosivi per l’impianto se gestiti superficialmente.

 

Pellet di paglia sì o no?

 

Come molti altri biocombustibili, anche il pellet di paglia ha vantaggi e svantaggi che influenzano i consumatori nel processo d’acquisto. Alla domanda “Il pellet di paglia è un’alternativa valida al pellet tradizionale?” non esiste una risposta univoca. 

 

Il fatto che attorno al pellet di origine legnosa sia stato costruito un sistema strutturato e normato, in termini di tecnologia degli impianti, certificazione di qualità ed ecosostenibilità, fa propendere la scelta verso questo biocombustibile. 

 

Ma utilizzando un pellet di qualità, facendo attenzione al processo di combustione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, il pellet di paglia potrebbe riservare grandi sorprese nel prossimo futuro