Per garantire lo sviluppo sostenibile del nostro Paese, la strada da percorrere è lunga e tortuosa. La sfida più grande? Passare ad un’economia completamente decarbonizzata. L’Unione Europea sta già lavorando duramente al piano per il clima e l’energia previsto per il 2030, con lo scopo di conquistare tre ambiziosi obiettivi:

 

  • ridurre la C02 del 40%;
  • aumentare l’efficienza energetica del 30%;
  • incrementare i consumi da fonti rinnovabili fino al 27%.

 

Naturalmente, ogni Stato membro dovrà partecipare attivamente per garantire alle generazioni future le risorse ambientale sufficienti per il proprio sostentamento, sia in termini di quantità che di qualità.

 

In Italia, uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo è proprio il Conto Termico.

 

Conto Termico: cos’è e come funziona 

 

Il Conto Termico è un sistema di incentivi grazie al quale Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati possono incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia termica ricavabile da fonti rinnovabili.

 

Introdotto attraverso il Decreto Ministeriale n°28/12, fu subito oggetto di una serie di modifiche attraverso il Decreto Legge 147/13 (c.d Sblocca Italia) grazie alle quali furono aggiornati i sistemi di incentivi mediante alcune semplificazioni. Successivamente, con il Decreto interministeriale del 2016, il Conto Termico prese ufficialmente forma, tanto che venne definito Conto Termico 2.0.

 

Il Conto Termico 2021 è, tuttora, il Conto Termico 2.0 ma con ulteriori migliorie.

 

Grazie a questo contributo, ogni anno vengono stanziati dallo Stato fondi per 900.000.000 €, e i soggetti che ne beneficiano possono godere di un recupero fiscale pari al 65% della spesa sostenuta per tutti quegli interventi che non hanno un forte impatto sull’ecosistema e sull’ambiente circostante.

 

La società che destina ed eroga questo tipo di servizio è la GSE (Gestore Servizi Energetici), nominata direttamente dallo Stato. 

 

Quali sono gli interventi previsti dal Conto Termico

 

Principalmente quattro:

 

  • tutti i lavori volti all’isolamento termico della casa;
  • l’installazione di nuovi serramenti;
  • la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento – alimentati da combustibili particolarmente inquinanti –  con camini, caldaie e stufe a pellet, cippato e legna tecnologicamente all’avanguardia;
  • l’installazione di impianti fotovoltaici.

 

Esatto, hai capito bene: il Conto Termico, tra le altre cose, copre fino al 65% delle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e l’eventuale trasporto della tua stufa a pellet. Le possibilità di accesso a questo incentivo si basano sulla potenza dell’apparecchio che andrai ad acquistare (che, a sua volta, si baserà sulle dimensioni dell’ambiente che vorrai riscaldare e dal tipo di stufa a pellet, ad aria o idro), il rendimento energetico e l’emissione delle polveri.

 

Sul sito della GSE esiste una pagina intera dedicata al Conto Termico, all’interno della quale troverai un Catalogo (sempre aggiornato) degli apparecchi domestici che rientrano all’interno dell’incentivo.

 

Come accedere al Conto Termico

 

Entro 60 giorni dalla fine dei lavori di sostituzione e installazione della tua stufa a pellet è necessario presentare la richiesta al GSE registrandoti nell’area clienti del sito ufficiale, caricando i dati tecnici e anagrafici dell’intervento e tutta la documentazione di supporto. La domanda dovrà essere sottoscritta insieme a un documento di identità.

 

Anche in questo caso, il sito ufficiale GSE dedica una pagina relativa alla modulistica, dove potrai trovare i modelli relativi alla documentazione da allegare, sulla base della specifica richiesta di accesso agli incentivi. Verrai guidato passo passo, senza alcuna possibilità di sbagliare.

 

La procedura si concluderà con l’invio da parte del GSE della lettera di approvazione della pratica e, nel caso di esito positivo, dell’erogazione dell’incentivo tramite bonifico, direttamente sul tuo Conto Corrente.

 

Per importi entro i 5000 € il rimborso avviene in un’unica rata entro i 90 giorni dall’accettazione della domanda. Per importi oltre i 5000 € l’erogazione avviene in due annualità per interventi di potenza pari o inferiore a 35kW e in cinque annualità per interventi di potenza superiore a 35kW.

 

Le novità del Conto Termico 2021

 

Le principali novità del Conto Termico 2021 sono cinque; tutte hanno lo scopo di incentivare ulteriormente gli interventi di riqualificazione energetica:

 

  • Da quest’anno anche società in house (aziende pubbliche in forma societaria) e cooperative possono presentare la domanda;
  • I lavori incentivabili sono aumentati, comprendendo nuove interventi come, per esempio, la sostituzione dell’illuminazione interna e la Building Automation;
  • Il limite per l’erogazione dell’incentivo in un’unica rata risulta notevolmente più alto, passando da 600 a ben 5.000 euro;
  • I tempi di pagamento dell’agevolazione economica per l’efficienza energetica si riducono a 2 mesi, contro i 6 della versione precedente;
  • La procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo (come le stufe a pellet!) è stata semplificata e velocizzata

 

Conclusioni

 

Il Conto Termico è un importante contributo all’utilizzo di fonti fossili e all’incremento dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse energetiche in settori critici dal punto di vista del consumo di energia.

 

Acquistare una stufa a pellet significa, dunque, contribuire a fare dell’Italia un paese più green, promuovendo uno stile di vita più responsabile e rafforzando l’indipendenza energetica del nostro paese. 

 

Lo abbiamo detto all’inizio di questo capitolo: la strada per la transizione energetica è lunga e tortuosa. Ma l’unico modo per raggiungere grandi risultati è fare un passo alla volta.