In genere, una stufa a pellet con un pieno di combustibile ha una autonomia di 14 ore. A seconda della potenza impostata, può arrivare anche a 40.

 

Quando si accende una stufa è importante, prima di tutto, impostare la massima potenza e regolare il termostato alla temperatura desiderata. Una volta raggiunta, l’apparecchio diminuirà la sua potenza per far lavorare la macchina a regime e comincerà a consumare meno pellet per mantenere la temperatura richiesta.

 

I modelli di stufe più recenti hanno il grande vantaggio di essere apparecchi tecnologicamente avanzati: è possibile, infatti, regolare tutto il processo di funzionamento attraverso un piccolo pannello di controllo. L’interfaccia è intuitiva e questo lo rende veloce e facile da usare. Potrai impostare la temperatura e gestire gli orari di accensione, mantenimento e spegnimento (anche dal tuo cellulare!). In questo modo eviterai sprechi inutili e potrai monitorare costantemente la salute dell’apparecchio.

 

Tuttavia, per permettere il corretto funzionamento della tua stufa e sfruttare a pieno la sua autonomia, dovrai prendere in considerazione:

 

  • i kW necessari a riscaldare la tua abitazione;
  • la temperatura e la potenza ideali;
  • la qualità del pellet che utilizzi;
  • la manutenzione ordinaria.

 

DA 8 a 33: quanti kW servono per la tua stufa a pellet?

 

Acquistare una stufa della potenza sufficiente a riscaldare gli ambienti della tua casa significa sfruttare al massimo le potenzialità del tuo apparecchio, compresi i suoi tempi di funzionamento.

 

La regola di massima è che più grande sarà l’ambiente da riscaldare e maggiore dovrà essere la potenza della stufa. Sarà, dunque, fondamentale, sapere quante stanze vorrai riscaldare e se vorrai utilizzare il calore prodotto dalla stufa anche per l’acqua sanitaria.

 

Con una stufa a pellet ad aria standard potrai riscaldare l’ambiente circostante grazie ad appositi bocchettoni, sfruttando l’azione di ventole che diffondono il calore anche negli angoli più remoti della stanza. Aggiungendo un sistema di canalizzazioni, inoltre, potrai raggiungere anche gli altri ambienti della tua casa! 

 

Con una stufa a pellet idro, invece, ti collegherai direttamente all’impianto di riscaldamento, riscaldando acqua sanitaria e termosifoni.

 

Una volta scelta la tipologia di stufa più adatta, dovrai prendere in considerazione alcune variabili:

 

  • Il grado di isolamento della tua casa;
  • la zona climatica in cui vivi;
  • la corretta installazione della stufa.

 

Niente paura! 

 

Se ti sembrano un sacco di cose da fare, sappi che puoi sempre rivolgerti a un tecnico specializzato, in modo da evitare errori dovuti alla poca esperienza o alla sottovalutazione di alcune variabili.

 

In qualsiasi caso, con l’acquisto di una stufa della potenza giusta eviterai problemi di sottodimensionamento o sovradimensionamento. In poche parole non sprecherai i tuoi soldi e potrai sfruttare a pieno il tuo apparecchio.

 

Temperatura e potenza: a quanti gradi impostare la stufa a pellet?

 

Il consiglio che ti diamo è quello di non superare mai i 20, 22 gradi, mantenendo una potenza media (in una scala da 1 a 10, 5) per ridurre il consumo di pellet e mantenere l’apparecchio alla massimo efficienza.

 

Se imposti una temperatura molto alta consumerai molto più pellet, diminuendo drasticamente i tempi di autonomia della stufa. Inoltre produrrai molta più C02 e quindi inquinerai di più (per non parlare dei problemi di salute che possono provocare le temperature superiori ai 22°!).

 

Ricorda, inoltre, che i parametri che regolano la centralina elettrica di qualsiasi stufa moderna vengono impostati dalla fabbrica produttrice e si basano su una tipologia di pellet standard, con le seguenti caratteristiche:

 

  • colore bianco;
  • diametro di 6 mm;
  • 2-3 cm di lunghezza.

 

Attenzione: standard non significa di bassa qualità, anzi!

 

Qualità del pellet: più è alta, più la stufa rimane accesa

 

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: un pellet di qualità è fondamentale per assicurare il perfetto funzionamento della tua stufa.

 

Sono cinque gli elementi che distinguono un buon pellet da uno scadente, quattro dei quali sono riportati sull’etichetta di qualsiasi sacco di pellet:

 

  • il potere calorifico, ovvero l’energia che si ricava dalla combustione del pellet: se si aggira intorno ai 4,5 – 5 kWh/Kg allora è ottimo;
  • i residui fissi di cenere, cioè la sporcizia che si crea all’interno della stufa: se è inferiore all’1% è perfetto;
  • il tasso di umidità: deve sempre essere inferiore al 10%, in caso contrario avrà un potere calorifico molto basso;
  • la certificazione di qualità, ossia la garanzia degli standard qualitativi lungo tutta la filiera del pellet: in Italia è diffusa la ENPlus, una delle migliori;
  • l’aspetto del pellet, che dovrà essere cilindrico, uniforme e regolare, né troppo friabile né troppo resistente.

 

Pulizia stufa a pellet: l’importanza della manutenzione ordinaria

 

Una accurata e costante pulizia non è solo fondamentale per mantenere salubre l’aria all’interno della tua abitazione, ma permette il corretto funzionamento della stufa, massimizzando la resa e il risparmio.

 

È un lavoro che dovrai svolgere in autonomia (a differenza della manutenzione straordinaria) e con cadenza regolare, così da prevenire guasti e malfunzionamenti. 

 

Include pochi semplici passi: la rimozione dei residui di cenere, la pulizia del braciere e quella del vetro. Ma la tua stufa non rimarrà mai accesa per 40 ore senza un’accurata manutenzione ordinaria!